RPM Proget – Locali per la ristorazione

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La Dogana apre a Roma. Il più grande ristorante orientale d'Italia?
da Gambero Rosso - di: Antonella de Santis

 

Via del Porto Fluviale a Roma si prepara per un nuovo megaristorante: 1600 metri quadrati tutti dedicati alla cucina etnica. Un po’ buffet, un po’ mercato, un po’ ristorante, un po’ cocktail bar. È l’evoluzione dei ristoranti cinesi nella capitale?
Milleseicentometriquadrati. Che scritto tutto attaccato è lunghissimo, quasi quanto lo spazio che si percorre dall’ingresso alla fine del locale: un tunnel, una sala enorme, due salette private (una pensata anche per il karaoke). E in mezzo due cortili interni da vivere e abitare non appena la bella stagione lo permetterà.
Siamo a metà gennaio 2014 e La Dogana (vi avevamo anticipato in passato la genesi di questo ristorante) si prepara ad accendere i motori con un po’ di prove che permetteranno di rodare la grande macchina del cibo, ultimo tassello in ordine di tempo di quel polo della movida gastronomica che è via del Porto Fluviale. Un fenomeno interessante, quello delle germinazioni, che fa sì che accanto, di fronte, di lato a un locale di successo ne sorgano, in breve tempo, degli altri che godono di luce propria e riflessa: a Roma è successo al Pigneto, in parte a Monteverde, la storia si ripete all’Ostiense.
A un certo punto l’area – all’epoca quasi completamente deserta – di via del Porto Fluviale ha cominciato a far sentire il suo appeal, e accanto allo storico Mastro Titta e un po’ più distante da Eataly, sono nati il Porto Fluviale, Il Secchio e l’Olivaro, Mercat e, a breve, alzerà la saracinesca La Dogana, megaorientale da 600 coperti proprio di fronte alla vera Dogana (da poco ben restaurata e sede dell’Agenzia delle Dogane) del vero porto fluviale di Roma in questa che fu l’unica area realmente industriale della città papalina e impiegatizia.

La Dogana, locale megaorientale da 600 coperti proprio di fronte alla vera Dogana

 

L’ingresso non lascia presagire dimensioni e stile degli interni: “la Dogana, come suggerisce il nome, sarà come un punto di incontro e di passaggio da un mondo all’altro, da una cultura – anche gastronomica – all’altra”. Così gli architetti di RPM Proget, lo studio che ha firmato il progetto e la realizzazione del locale e che dopo tanti concept in città (Baccano, Ba”Ghetto, Fermento, Cotto, La Baguetteria…) sono a lavoro anche su La Zanzara, nuovo grande spazio a Prati di prossima apertura oltre che su un altro orientale, Riso, a Via Marmorata. “La città incantata” continua “è l’ispirazione principale: come nel film di Miyazaki si deve avere l’impressione di entrare in un luogo magico che non ti aspetti”. E così è: e non solo per le dimensioni insospettabili. Ci sono voluti otto mesi di duro lavoro, partendo da una profonda bonifica completa di questa enorme struttura ex industriale a un passo dal Tevere, ma prima ancora sono serviti sei mesi per trovare un accordo con la proprietà.
Questo progetto è il sintomo evidente di come si stia evolvendo l’imprenditoria della comunità orientale a Roma. Passati i tempi di una città nella città, chiusa in se stessa, le nuove generazioni hanno un rapporto più dinamico con il mondo circostante. A partire dalla proposta multietnica de, passando per il personale di sala. Perfino la collocazione, vicino a una grande pescheria, potrebbe innescare un meccanismo virtuoso con il contesto in cui si inserisce, di scambio commerciale e miglioramento reciproco.